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Un distillato da conoscere e da gustare: la grappa Prodotti tipici

  1. Grappe giovani o invecchiate, aromatiche o aromatizzate, per la gran parte prodotte nelle regioni del Nord Italia, ma da pochi anni anche in Sicilia! Un distillato tutto italiano che rimanda ai dopo cena invernali, da gustare in un bicchierino, magari in compagnia di amici. Da non servire troppo fredda, ma soprattutto mai troppo calda.

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Quello che resta nella botte dopo la svinatura sono i raspi e le bucce degli acini dell’uva, le cosiddette vinacce. Dalla distillazione delle vinacce si produce la grappa, un distillato esclusivamente italiano, prodotto da vinacce soltanto italiane (sancito dal Regolamento 110/08 dell’Unione Europea).

 

Cos’è la distillazione?

 

È un processo fisico attraverso il quale vengono separate alcune sostanze trasformate in vapore per essere poi ricondensate. Un’operazione che prevede la vaporizzazione di liquidi con il calore e la loro ricondensazione con il freddo.

 

Per distillare è necessario quindi un apparecchio speciale, chiamato alambicco, che è provvisto di una caldaia (con il suo coperchio) dove si inserisce il contenuto da distillare, una fonte di calore, da dove si produce il calore che mette in ebollizione il liquido. Il collettore, un tubo che trasporta i vapori dalla caldaia al refrigerante e infine il refrigerante, dove i vapori si condensano.

 

Classificare le grappe

 

Quando si dice grappa, pensiamo subito alle regioni del Nord: storicamente Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino, Alto Adige e Friuli Venezia Giulia sono le regioni di produzione del distillato. E dal 2008 la denominazione si è estesa anche alla Sicilia.

 

Oltre alla provenienza le grappe si classificano in:

 

- giovani o invecchiate, in base al periodo di permanenza in contenitori di legno (devono stare non meno di 12 mesi per essere considerate “invecchiate”);

- aromatiche, in base al vitigno che conferisce un aroma particolare;

- aromatizzate o non aromatizzate, in base alle piante utilizzate nella preparazione.

 

Nel passato gli alambicchi erano apparecchi semplici e fatti in casa; funzionavano a bagnomaria o a fuoco diretto. Solo dalla metà del secolo scorso si impiegano strumenti industriali più complessi per grandi produzioni e più raffinate.

 

La grappa tra ieri e oggi

 

La grappa di un tempo era sicuramente più secca, ruvida e corroborante. Una bevanda sicuramente maschile e dallo spiccato carattere popolare che ha preso un posto rilevante nella storia ai tempi della Grande Guerra. Serviva a prendere forza e coraggio per affrontare il pericolo, ma serviva anche ad alleviare il dolore fisico, altrimenti insopportabile nelle avversità.

 

Oggi la grappa è associata a un gusto più morbido ed elegante, nobile addirittura. Il grado alcolico è inferiore e gli aromi possono fiorire liberamente così da trasmettere il piacere delle sensazioni nella degustazione.

 

Olfatto e gusto stimolati

 

È molto difficile saper cogliere un determinato profumo, ci sono corsi dedicati alla degustazione che allenano i sensi e affinano le capacità olfattive, eppure la grappa, questa bevanda ricca di profumi e aromi, stimola comunque intense sensazioni olfattive. Ciò che si è svelato al naso si completa con le sensazioni della lingua e del palato che gusteranno il distillato riconoscendone il dolce, l’acido e l’amaro.

 

Limpidezza e colore

 

Esaminando una grappa, due caratteristiche da prendere in considerazione sono la limpidezza e la tonalità del colore. La limpidezza è indice di qualità. La grappa che presenta velature ha subito una cattiva lavorazione. Mentre dalla tonalità del colore si riconosce la provenienza (gli esperti addirittura il vitigno), l’età e l’aromatizzazione. Una grappa giovane sarà più cristallina, una invecchiata avrà riflessi giallastri tendenti all’ambra. Una grappa al mirtillo sarà di colore violaceo.

 

Come degustarla

 

La grappa va degustata fresca, tra i 13° e i 17°, in questo ordine: più invecchiata è la grappa, più alta dovrà essere la temperatura. Il bicchiere classico con cui servirla è il tulipano piccolo: ha la forma e la grandezza adatte a contenere i profumi e a non disperderli.











Buono a sapersi

Per un assaggio consapevole: la grappa è un distillato ad alto contenuto alcolico, da prendere a piccoli sorsi e sicuramente non a stomaco vuoto. Per non alterare il gusto si consiglia anche di non fumare appena prima dell’assaggio e neppure di prendere caffè o cibi speziati. E infine attenzione alla guida: il Codice della Strada non transige in fatto di tasso alcolico!

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