Questo sito usa cookie tecnici e cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di rendere più rapido e migliore il suo utilizzo e per inviarti messaggi pubblicitari in linea con le preferenze da te manifestate durante la navigazione. Se vuoi saperne di più o modificare le impostazioni del tuo browser relativamente ai cookies, fino ad eventualmente escluderne l’installazione, premi qui. Proseguendo la navigazione acconsenti all'uso dei cookie.
Accedi
Accedi
Cancellazione profilo
Cancellazione Carta PAYBACK
Iscriviti alla newsletter

Primi 30 giorni

1

Quando si dorme?

Nei primi mesi di vita il neonato non ha il ritmo del sonno e della veglia, che negli adulti viene regolato dal cortisolo e dalla melatonina; è l'alternanza dell'esposizione alla luce e al buio a permettergli di formarli. Sarai tu con le tue abitudini ad aiutarlo in questo percorso biochimico.

2

Una cosa sola!

Fino a circa tre mesi il bimbo non distingue se stesso dalla sua mamma. Non temere quindi di soddisfare ogni suo bisogno, allattarlo a richiesta, tenerlo in braccio. Lo stretto contatto fisico con la mamma secondo recenti studi ne farà un adulto sereno ed equilibrato.

3

Mamma, ti vedo!

Il neonato è in grado di vedere la sua mamma? Sì, e per questo è importante fin dalle prime ore di vita guardarlo negli occhi e parlargli. Tienilo in braccio a 15-20 centimetri dal tuo viso e parlargli più volte al giorno con tono rassicurante.

4

Il primo bagnetto.

Si può fare il bagnetto dal momento in cui cade il moncone ombelicale. Usa una vaschetta specifica con acqua a 35° C con bagnoschiuma per bambini che non irriti gli occhi e una spugna naturale. Quando i capelli sono corti, la testa va lavata come il resto del corpo e asciugata con un panno morbido.

5

Quando si mangia?

È la suzione del neonato a stimolare la produzione del latte e adeguarlo alle sue esigenze. Nel primo mese attaccalo al seno di frequente: in questo modo l’ossitocina liberata a livello celebrale ti permetterà di nutrirlo quanto e come ha bisogno.

6

Seno dolorante?

La montata lattea ti ha lasciato con i seni doloranti? Fai degli impacchi con asciugamani tiepidi tenuti sul seno per un quarto d’ora, questo impedirà che si formino degli ingorghi e faciliterà la suzione del tuo piccolino.

7

La giusta posizione.

Non esiste una posizione corretta o scorretta per allattare, tutto dipende dalla coppia mamma-figlio: si va da quella classica a quella sdraiati una di fronte all’altro - comodissima per le poppate notturne - fino a quella “da rugby” (ovvero sottobraccio), che permette di allattare contemporaneamente anche i gemelli.

8

Ritorno a casa con il neonato...
e ora che faccio?

leggi tutto
9

Ragadi al seno.

Ragadi al capezzolo? Consulta l’ostetrica, significa che la posizione di attacco del lattante non è corretta. Spremi alcune gocce di latte e lasciale asciugare sul capezzolo (è molto nutriente), senza asciugare prima della poppata.

10

Avrà mangiato abbastanza?

Temi di avere poco latte e che il piccolo non mangi abbastanza? Se il neonato bagna il pannolino con regolarità e inizia a crescere dopo il calo ponderale, non c’è di che preoccuparsi. Non dare mai aggiunte di latte artificiale non consigliate dal pediatra.

11

Tiralatte o no?

Il latte è troppo in proporzione ai bisogni del neonato e il seno è duro e dolorante? Non esagerare con il tiralatte, che dà una sensazione di immediato sollievo, ma a livello celebrale funziona come la normale suzione e stimola ulteriormente la produzione di latte.

12

Il ruolo del papà.

Nella prima settimana, la mamma dovrebbe poter pensare solo a conoscere il suo bambino e ad avviare l’allattamento nel miglior modo possibile. Sta al papà “proteggerla” dall’assedio di amici e parenti.

13

Perché piange?

Riconoscere il pianto del neonato per la neomamma non è semplice: non sempre se piange ha fame, ma può avere caldo, aver bisogno di essere cambiato o consolato. Tranquilla, pian piano arriverete a conoscervi alla perfezione!

14

Viziare fa bene.

È stato provato che non rispondere ai bisogni del neonato, come non prenderlo in braccio perché “si vizia“ o lasciarlo piangere nella culla, può portare a degli schemi comportamentali di grande insicurezza nell’età adulta: vizia il tuo neonato!

15

Solo latte?

Nei bambini allattati esclusivamente al seno in genere il pediatra consiglia la somministrazione di piccole quantità giornaliere di gocce polivitaminiche, mentre negli ultimi anni si tende a sconsigliare il fluoro. Nei bimbi nutriti con latte artificiale non serve integrazione.

16

Co-sleeping, culla, side-bed, navetta: dove lo metto a dormire.

leggi tutto
17

Il rituale per la nanna.

Già dai primi giorni dal rientro dall’ospedale inizia a stabilire un rituale per la nanna serale: il bagnetto, un cambio pannolino con olio e massaggio incorporato, il pigiamino. Tutto questo contribuirà ad aiutare il piccolo a distinguere il giorno dalla notte.

18

Prima del bagnetto!

Non si può ancora fare il bagnetto perché il moncone ombelicale non è caduto? Usa i latti per il corpo o le acque specifiche senza risciacquo, disinfettando bene la zona e cambiando la fascia ombelicale ogni giorno.

19

Attenta al caldo!

A causa di una termoregolazione non ancora perfettamente efficiente i neonati soffrono tantissimo il caldo e gli sbalzi di temperatura, e molto meno il freddo: in casa dovrebbero esserci tra i 18 e i 21 gradi, col giusto tasso di umidità.

20

Lascialo sudare.

La sudorazione è un fenomeno fisiologico importante e non va mai impedito, tantomeno nei neonati: lascia il piccolo libero di sudare, utilizzando strati in cotone (body, maglietta, coprifasce) e non coprendolo troppo nel lettino o nella culla.

21

Nanna a pancia in su!

I neonati devono dormire a pancia in su, perché in questo modo diminuisce il rischio di morte in culla. Solo quando il piccolo sarà in grado di girarsi da solo sul pancino potrai lasciarlo libero di dormire in questa posizione.

22

Ciuccio sì o no?

È dimostrato che il meccanismo della suzione combatte il fenomeno della morte in culla, quindi cuccio sì! Scegli però un succhietto tra quelli di ultima generazione, che richiami il capezzolo e non interferisca con l’allattamento al seno.

23

Quale biberon?

In generale ogni bambino ha il suo modello preferito, ma nel primo mese è importante sceglierne uno che richiami la forma del seno materno e che sia facile da sterilizzare, cambiando di frequente la tettarella perché il buco non sia troppo largo.

24

Allattamento:
falsi miti e
consigli pratici.

leggi tutto
25

Singhiozzo?

Se il singhiozzo compare durante la poppata, puoi continuare ad allattare il piccolo; se il bimbo invece prende il biberon controlla prima che la tettarella non abbia fori troppo grandi. No allo spavento, sì alla pazienza!

26

Combatti il “baby blues”.

Contro il baby blues che colpisce il 70% delle neomamme nei primi 40 giorni dopo il parto, fai lunghe passeggiate all’aria aperta insieme al tuo piccolo e delegane la cura per almeno una mezz’oretta al giorno, da dedicare a ciò che più ti piace (sì, anche il divano!)

27

Prenditi cura di te!

È facile “lasciarsi andare” dopo l’arrivo del neonato, che assorbe tutte le tue energie. Una seduta dal parrucchiere, una maschera illuminante, anche solo 5 minuti al mattino per mettersi un bel rossetto rosso prima di uscire alzano il tono dell’umore e ti rimettono in contatto con te stessa!

28

E il papà?

Certo, tu sei la mamma, ma il bimbo non è solo tuo: se il papà ti sembra “imbranato” ricorda che nessuno è perfetto e permettigli di sostituirti in alcuni compiti (bagnetto, nanna): lui e il neonato impareranno a conoscersi e tu ti rilasserai!

29

Crosticine in testa?

La crosta lattea è un fenomeno fisiologico, dovuto alla presenza in utero di vernice caseosa. Più che insistere con lo shampoo sulla testa, ancora molto delicata, utilizza a secco un batuffolo di cotone imbevuto di olio d'oliva per staccare con cura le crosticine.

30

Cosa puoi mangiare?

Al contrario di quanto si diceva in passato, durante l’allattamento puoi mangiare ciò che vuoi: se il bimbo ha assaggiato questi alimenti nella tua pancia, li gradirà anche nel latte. Attenzione invece ai medicinali, per cui devi chiedere il parere del medico.