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MR V Breve corso di lingua e pronuncia per enologi

Breve corso di lingua e pronuncia per enologi

Oggi essere un appassionato enologo significa saper parlare anche tutte le "lingue" del vino. E i nomi più impronunciabili non arrivano solo dai confini del mondo, ma anche da nettari 100% italiani. Volete scoprirne la pronuncia perfetta? Ascoltate bene il nostro Mister V!

la pronuncia del vino

Bentrovati, cari amici appassionati di enologia. Sono io, Mister V. e sono con voi di nuovo per un breve corso di lingua. Starete pensando che io sia impazzito, e invece è proprio di lingue straniere che parleremo oggi.

 

Sono ormai lontani i tempi in cui sulle nostre tavole arrivavano solo bottiglie di Chianti, Barolo o Valpollicella e non rischiavamo brutte figure con la loro pronuncia. Difficilmente si superavano i confini della propria regione nella scelta del vino e il massimo dell’esotismo poteva essere uno Champagne.

 

La globalizzazione però è arrivata anche in bottiglia, e a poco a poco i confini del mondo del vino si sono allargati: nei ristoranti, nelle enoteche e nei negozi più forniti, non è raro imbattersi in prodotti dai nomi strani e spesso impronunciabili, se non avete fatto prima un po’ di esercizio.

 

Oggi, voglio venire in vostro aiuto e insegnarvi a pronunciare correttamente il nome di vini che arrivano davvero da molto lontano. Ma non solo. Infatti si possono incontrare vini al 100% italiani ma con denominazioni che rischiano di farci annodare la lingua. Qualche esempio? Lagrein, St. Magdalener Groebnerhof, tanto per semplificarci la vita. Mi raccomando, esercitatevi alla corretta pronuncia proprio a partire dai nostri ottimi vini altoatesini.

 

Il gioco si fa duro però quando ci si spinge all’estero, anche solo dal punto di vista enologico, scegliendo una delle tante bottiglie che arrivano da ogni angolo del pianeta. Con i vini francesi, vi sentite forse più sicuri: qualche reminiscenza scolastica, tanta consuetudine con questa blasonata tradizione e le figure peggiori sono scampate. Ma la Francia non è solo Champagne, Chardonnay e Merlot, quindi attenzione, ascoltate bene la mia lezione e scoprirete qualche insidia anche tra i vini dei nostri cugini d’Oltralpe.

 

E se ci servono un vino cileno, tedesco o sloveno? È vero che spesso i vini che arrivano da altri Paesi si rifanno alla tradizione enologica francese con i suoi Sauvignon e i suoi Chardonney. Vi sono però aree di produzione che si sono imposte, magari da poco, con vini di altissima qualità come la Germania o per spingersi più lontani l’America del Sud. Loro sì che possono mettere a dura prova le nostre competenze linguistiche!

 

Beh non ce la prendiamo: abbiamo modo di “vendicarci” con gli amici stranieri. Proponiamo loro un Refosco del peduncolo Rosso friulano o un Aglianico Liquoroso Irpinia e vediamo come se la cavano!