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L'importanza delle mense scolastiche per la salute dei nostri figli

L'importanza delle mense scolastiche per la salute dei nostri figli

Un momento unico e importantissimo nella vita di ogni bambino: l'approccio alla mensa scolastica rappresenta un'occasione di crescita e condivisione per i nostri piccoli. Ecco le cose fondamentali da sapere.

Tutti a pranzo

Croce e delizia di tanti genitori, il pasto consumato nella mensa scolastica è spesso argomento di discussione, se non di scontro, che vede schierati appassionati fautori e inflessibili polemisti.

 

Molto dipende, va detto, da che tipologia di bambino la sorte ci ha donato.
I genitori dei bimbi aperti ai nuovi sapori, amanti delle verdure, e diciamola tutta, "mangioni", di solito sono sereni: comunque vada sarà un successo! Ma sono forse la maggioranza quelli che nutrono qualche dubbio su qualità e quantità di quello che viene offerto dalle mense scolastiche italiane.

L'ora di pranzo a scuola è un argomento che divide

Un servizio capillare, ma non troppo

La ristorazione scolastica riguarda circa il 50% dei bambini italiani sotto i 14 anni (cioè fino al termine della scuola secondaria di primo livello). Nel Centro Nord la presenza delle mense scolastiche è più capillare, mentre al Sud si registrano picchi dell’80% di istituti che non sono in grado di fornire questo servizio.

 

Perché di servizio si tratta: che ai nostri figli piaccia o meno, dietro al menu e alla preparazione del cibo, c’è tanto lavoro, tanti controlli e spesso un’alta qualità.

 

Sono pediatri e nutrizionisti che, in ogni comune italiano, preparano le tabelle di quello che deve essere offerto ai ragazzi e in quali quantità. A garanzia che i pasti siano nutrienti ma non ipercalorici, bilanciati nell’apporto di carboidrati e proteine animali e vegetali, con verdure cotte e crude proposte quotidianamente e con standard igienici adeguati.

Fidarsi è bene, controllare è un dovere

In generale, i controlli sulla qualità, l’igiene, la freschezza degli alimenti serviti ai nostri figli, sono d’obbligo e vengono effettuati. I comuni hanno personale specializzato e dedicato che quotidianamente si reca nei centri cottura per verificare che vengano rispettati gli standard concordati. Inoltre è fondamentale il ruolo della commissione mensa, ovvero di quei genitori che hanno libero accesso (e a sorpresa) alle cucine e alla mensa scolastica. Possono assistere alla preparazione e consumare i pasti che vengono serviti verificandone qualità, porzioni e gusto. Una doverosa forma di partecipazione, su un tema importante come quello della alimentazione dei propri figli.

E il biologico?

La presenza di alimenti bio è garantita solo  in alcune, virtuose, realtà italiane. Si tratta, secondo dati recentissimi, di 1.288 scuole su tutto il territorio. Non coprono magari il 100% dei cibi serviti, soprattutto laddove i comuni hanno voluto favorire la cosiddetta “filiera corta”. Ma tra bio e filiera corta, la qualità e il sapore dei pasti è assicurato.

 

Per una mensa davvero bio il cammino da fare è ancora lungo anche a causa dei costi sensibilmente più alti delle materie prime: un ostacolo che potrebbe essere superato grazie a ingenti contributi ministeriali destinati a quelle strutture che si impegnano a offrire solo cibi biologici.

La mensa insegna ai nostri figli a convivere con gli altri

La mensa come momento educativo

Il cosiddetto tempo mensa è, a tutti gli effetti, un momento educativo importante. Si apprende il  rispetto del cibo, si impara a evitare gli sprechi e a convivere educatamente con i propri compagni anche nel ristorante della scuola. Ma non solo.

 

La mensa, con la varietà di alimenti e preparazioni proposte, è anche l’occasione per sperimentare nuovi sapori e alimenti sconosciuti. Noi mamme, prese tra i mille impegni quotidiani, spesso arriviamo a sera stanche e poco disposte a “combattere” per far sì che i nostri bimbi assaggino il passato di legumi o il pesce persico. A questo pensa la scuola: certo a volte li vedremo uscire con il faccino smunto perché proprio quel cavolfiore non riusciva andare giù, ma a volte ci sorprenderanno chiedendoci di cucinare nuovi piatti sperimentati a scuola. E talvolta verrà pronunciata la famigerata frase: "A scuola i piselli li fanno più buoni!”. Perché in effetti, alla maggioranza  dei bambini italiani la mensa piace, magari non sempre e non tutto quello che viene offerto, ma l’esperienza è generalmente vissuta positivamente: al 42% dei bambini sottoposti a un’indagine di  Save the Children la mensa piace abbastanza, mentre al 17,3% piace molto.

Esigenze specifiche e panino da casa

Per tutti quei bambini che, per esigenze dietetiche particolari o per questioni legate a credi religiosi hanno necessità specifiche, possono essere richiesti pasti ad hoc: vegetariani, celiaci, per bimbi sottopeso. Bisogna segnalarlo all’inizio dell’anno scolastico, in taluni casi sarà richiesto un certificato medico attestante allergie e intolleranze, e si può stare tranquilli, le richieste verranno rispettate.

 

Da poco, invece, è data la possibilità, per chi di noi proprio non si fida, di portarsi il pasto da casa. Naturalmente si tratta di scelte strettamente personali, sulle quali è sbagliato dare un parere a freddo. Certo è che, in buona parte della nostra penisola, le mense funzionano e funzionano bene. I controlli delle istituzioni ci sono ed è possibile impegnarsi in prima persona per monitorale ed eventualmente segnalare disservizi o scarsa qualità. Prima di ricorrere a una soluzione così drastica, e diciamo la verità, un po' scomoda come quella di preparare quotidianamente il pranzo al sacco per i propri figli, vale la pena provare a migliorare l’offerta del proprio comune informandosi in prima persona, e quando possibile, anche con assaggi e controlli.