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La tartaruga: abitudini e curiosità sull’animale più lento e antico del mondo

La tartaruga: abitudini e curiosità sull’animale più lento e antico del mondo

Con il loro aspetto buffo e i loro movimenti lenti e un po’ sgraziati, le tartarughe suscitano immediata simpatia. È bene però conoscerne abitudini ed esigenze prima di prenderle con sé.

Il rettile più antico

“Mamma mamma quel sasso si muove” — gridò la bambina che non aveva ancora 3 anni correndo impaurita verso la madre… Non aveva mai visto una tartaruga e quella grande corazza che si mimetizzava con il terreno sabbioso e arido vicino al mare le sembrò un sasso in movimento. La mamma la prese in braccio e la portò a conoscere l’animale, la riempì di racconti e fantasie sul rettile più antico della Terra, famoso per la lentezza e per la longevità, e così da quel giorno divennero amici.

 

Il rettile più antico della Terra, presente da 200 milioni di anni, è un animale affascinante e misterioso, ma non sempre facile da allevare. Ecco tutto quello che dovete sapere se volete prendere una tartaruga terrestre e seguirla nella sua crescita.

Aria aperta e protezione: dove posizionare la vostra nuova tartaruga

La tartaruga ha bisogno soprattutto di aria aperta, di possibilità di fare movimento e di luce diretta del sole: la sistemazione all’aperto è quindi la migliore. In tal caso è indispensabile predisporre un recinto per non perderla, ma soprattutto per proteggerla. La recinzione deve essere alta e magari coperta da doghe di legno per evitare che si arrampichi ed esca: non sottovalutate la sua tenacia nel cercare una via di fuga. Se la tartaruga è molto piccola si può mettere anche in un terrario. In ogni caso la sua sistemazione va preparata in anticipo, in modo che l’animale sia collocato subito nel suo ambiente.

Benefici per la salute della tartaruga tra luce e ombra

All’aperto in giardino, recintate un’area molto soleggiata, perché dal sole la tartaruga trae grandi benefici per la salute, e una zona ombreggiata, con cespugli bassi per esempio, per proteggersi dall’eccessivo calore.

Una casetta per la tartaruga: un rifugio per ripararsi e proteggersi

Nel recinto dovranno essere collocati cespugli e piante che fungano da nascondiglio. Ma anche una casetta isolata, di materiale resistente alle intemperie, dove trovare riparo dal caldo e dal freddo eccessivi. La casetta se ben fatta può servire anche per il letargo invernale, mentre la recinzione serve anche da protezione. I suoi peggiori nemici sono infatti i rapaci e le cornacchie, ma fate attenzione anche ai topi e ai gatti, soprattutto se la tartaruga è piccola.

Lattuga, verza, carote: cosa mangia la tartaruga?

La tartaruga è un animale erbivoro: si nutre quindi di erba e piante di campo, d’estate anche di foglie e piante secche. L’alimentazione migliore è proprio quella che si procura da sola pascolando liberamente. Se c’è poco a disposizione nel suo terreno, l’alimentazione deve essere integrata con vegetali ricchi di fibre e vitamine: foglie di lattuga, cicoria, radicchi freschi, cavolo, verza, cavolfiore, anche prezzemolo e le foglie di carota. Variate la dieta il più possibile, offrendole verdure diverse. Attenzione: un’alimentazione scorretta causa l’accrescimento deforme della corazza.

Quanta acqua beve la tartaruga?

La tartaruga non beve con frequenza, ma l’acqua non deve mai mancare. È indispensabile! Mettete l’acqua in un recipiente grande, perché le tartarughe non allungano il capo per bere, ma preferiscono immergersi con tutto il corpo e aspirano l’acqua dalle narici. Mentre beve, spesso la tartaruga urina e defeca: questo vuol dire che l’acqua deve essere cambiata spesso e tenuta pulita.

Quando va in letargo la tartaruga?

Quando arriva il freddo, d’inverno, la tartaruga smette gradualmente di mangiare, poi si scava una buca e si interra. Questo metodo del tutto naturale non è sempre il più sicuro. I rischi maggiori sono presentati dai roditori e dalle eventuali inondazioni del terreno se ci sono piogge particolarmente intense. Un’alternativa può essere quella di metterle a disposizione una casetta in materiale isolante: ce ne sono in commercio fatte apposta per evitare attacchi dei roditori e per permetterci di controllare l’animale anche durante il suo letargo.

Quanto vive una tartaruga?

Mediamente una tartaruga vive 80 anni, ma può arrivare anche fino a 100.

Buono a sapersi
La corazza è l’elemento distintivo delle tartarughe. Tutte ne possiedono una. È una struttura rigida che protegge il corpo come un’armatura e, contrariamente a quanto molti credono, forma un tutt’uno con il corpo.