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La ribollita: un piatto umile ma ricco Primi piatti

Piatto simbolo della cucina toscana, in particolare fiorentina, la ribollita prende origine dalla tradizione contadina e altro non è che una zuppa di fagioli ricca di verdure invernali. Si prepara il giorno prima di essere mangiata e viene “ricotta” il giorno dopo (da qui “ribollita”), acquistando così un gusto appetitoso e la giusta consistenza. Cavolo nero, verza, fagioli e pane sono gli ingredienti principali. Servita calda, e con un filo d’olio nuovo toscano aggiunto in ultimo sul piatto, è veramente speciale. Provare per credere!

  1. Difficoltà: Media
  2. Tempo di preparazione: 120 min
  3. Ingredienti per: 8 persone
  4. Costo: Medio
  5. Tipologia: Ricette stagionali
  6. 0 Valutazioni
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Ingredienti

  • 400 g di cavolo nero
  • 600 g di cavolo verza
  • 1 grande cipolla
  • 3 carote
  • 4 coste di sedano
  • 2 patate
  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro o 300 g di pelati
  • timo fresco
  • olio extra vergine d'oliva
  • sale
  • pepe
  • 400 g di pane toscano raffermo
  • Per cuocere i fagioli
  • 400 g di fagioli cannellini secchi
  • 1 ciuffo di salvia
  • 2 spicchi di aglio
  • sale
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Iniziamo a cucinare

Cuocere i fagioli, messi in ammollo la sera precedente, in acqua bollente con un ciuffo di salvia e 2 spicchi di aglio in camicia (non spellati).

 

Lavare bene e tagliare grossolanamente il cavolo nero e la verza. Alle foglie di cavolo nero togliere anche la nervatura centrale.

 

Sbucciare la patata e tagliarla a pezzetti. Sbucciare le carote e pulire le coste di sedano.

 

Tritare una cipolla, una carota e una costa di sedano. Far appassire dolcemente nell’olio in una casseruola ampia.

 

Prima che prenda colore aggiungere al trito il cavolo nero, la verza, la patata, 2 carote e 3 coste di sedano tagliate a dadini. Far insaporire le verdure nel soffritto per pochi minuti con fiamma più sostenuta mescolando ogni tanto e, quando sono ben appassite, aggiungere il concentrato di pomodoro diluito in 1/2 tazza di acqua calda. Insaporire con sale, pepe e timo e coprire la pentola.

 

Far cuocere a fiamma bassa le verdure senza aggiungere acqua per circa mezz’ora, fino a quando sono quasi asciutte.

 

Nel frattempo passare al passaverdure circa 2/3 dei fagioli cotti e metterli nella casseruola con le verdure insieme a tutta l’acqua di cottura e con altra acqua calda per ottenere una minestra piuttosto liquida. Lasciar cuocere ancora un’altra ora.

 

Verso la fine unire anche i fagioli lasciati interi e regolare di sale.

 

Quindi aggiungere il pane, tagliato a fette sottili. Girare bene la zuppa e cuocere ancora qualche minuto.

 

Quindi toglierla dal fuoco e lasciarla riposare a lungo, anche una notte intera.

 

COME SERVIRE

 

Il giorno dopo “ribollire” per pochi minuti prima di servire. Impiattarla calda o tiepida, con sopra un giro d’olio di oliva a crudo.











Buono a sapersi

Nella cultura povera contadina questa era una zuppa che si preparava in gran quantità, per portarla avanti nei giorni. Si serviva ricuocendola anche più volte e, a furia di cuocere, il piatto acquistava gusto e una consistenza quasi solida.

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