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Cosa dice il nostro gatto? Una guida per capirlo meglio

Cosa dice il nostro gatto? Una guida per capirlo meglio

Misteriosi e sornioni, affascinanti e giocherelloni: i gatti sono questo e molto altro. A loro è dedicata una giornata mondiale. Scopriamo come comunicano, chissà che non riusciamo a carpire loro qualche segreto!

La giornata mondiale del gatto

Il 17 febbraio è la giornata dedicata a celebrare il gatto. Una festa nata in Italia nel 1990 e che da allora ricorre anno dopo anno, con eventi e manifestazioni in varie città.
 
Spirito libero e indipendente, il gatto è agile e capace di muoversi con grazia anche su un filo. Ha un modo tutto suo di comunicare con i suoi simili e con l’uomo. Impariamo a riconoscere alcuni segnali del suo linguaggio olfattivo, vocale e corporeo.

Comunicazione olfattiva

Segnare il territorio in ambienti esterni…
 
Quando il gatto si avvicina a un oggetto, gli volge la schiena, solleva la coda vibrandola in aria, solleva le gambe posteriori e rilascia dell’urina sull’oggetto: sta marcando il territorio. Fortunatamente avviene in ambienti esterni dove ha bisogno di delimitare il suo spazio. Nelle case è già delimitato.
 
…e in ambienti interni.
 
I gatti segnano il territorio anche “facendosi le unghie” su oggetti dove passano il tempo e che considerano di propria appartenenza: braccioli di divani e gambe di tavoli o di mobili sui quali stanno acciambellati ore e ore della loro giornata. Un modo di lasciare la loro firma: dalle ghiandole odorifere dei polpastrelli infatti secernono odori per farsi riconoscere.
 

Comunicazione vocale

Le fusa per sorridere
 
Le fusa meritano un discorso a parte. Basso e accompagnato da vibrazioni, è il suono più riconoscibile e particolare del gatto. Manifestazione di contentezza, quando un gatto fa le fusa è felice, come se sorridesse.
 
Un gatto in atteggiamento rilassato, pronto a fare le fusa e con gli occhi socchiusi è come se vi invitasse ad avvicinarsi a fargli le coccole.
 
È aperto al contatto e niente affatto ostile.
 
Le fusa le fa un gatto molto contento e soddisfatto, ma anche un gatto ferito, sofferente o malato.
 
Riconoscere i miagolii
 
Miagolio: il mezzo di espressione più usato per richiamare l’attenzione. Indica un disagio come il freddo, la fame, ma anche la voglia di essere coccolato.
 
Miagolio o borbottio secco e breve con coda ritta: è il saluto.
 
Miagolio pronunciato, ripetuto e accompagnato da un voltare le spalle: significa che qualcosa non gli piace.
 
Miagolio rauco e basso, misto a borbottio: è richiamo sessuale verso le femmine, minaccia verso i maschi.
 
Miagolio strascicato con coda orizzontale: chiaro richiamo sessuale da parte della femmina.
 
Trillo
 
È come un borbottio basso e prolungato: è il saluto tra mamma e cuccioli sotto forma di una nota vibrante che si interrompe subito. Può essere anche un saluto all’uomo, tipico del gatto che corre alla porta di casa per accogliere il padrone.
 
Ringhio o brontolio
 
È un suono di tono grave e prolungato. Il gatto lo rivolge a un aggressore per mostrare diffidenza e allontanarlo.
 
Soffio
 
Con il soffio il gatto sta avvertendo che ci sono aggressori in arrivo, c’è un urgenza. Oppure segnala un dolore: quando viene toccato in una parte del corpo che fa male, soffia.

Il linguaggio del corpo

Il gatto comunica anche con il corpo.
 
La coda alta per esempio esprime disponibilità, mentre la coda completamente abbassata indica che il gatto è in agguato, tipico del momento in cui sta cacciando.
 
Le orecchie dritte, rigide e un po’ spinte indietro sono di solito segno di posizione vigile, non rilassata: è pronto a reagire.
 
Le orecchie abbassate e molto indietro sono segno di rabbia.
 
Quando il gatto è tranquillo le orecchie sono orientate verso i lati della testa e si muovono seguendo i suoni che sente.
 
Gli occhi socchiusi indicano che il gatto è rilassato, non che è attento a quanto gli accade attorno come si pensa.

Buono a sapersi
Nonostante la loro indole indipendente, i gatti amano essere considerati e chiedono attenzione. Lo fanno per soddisfare sia le loro esigenze primarie, come la fame e il sonno, sia quelle secondarie, come la voglia di coccole e di relax.