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Co-sleeping, culla, side-bed, navetta: dove lo metto a dormire?

Co-sleeping, culla, side-bed, navetta: dove lo metto a dormire?

Il riposo del bebè

Ogni neomamma sa che il riposo del proprio bebè è un elemento importantissimo per il benessere del bambino in primis, ma anche per se stessa.

 

Alloggiare il bimbo durante il sonno nella sua dimensione ideale permette infatti alla neomamma di stare più serena, ma anche di far sì che il bimbo sia nella posizione più comoda possibile e possa riposare in tutta sicurezza.

 

Solitamente i neogenitori progettano con il dovuto anticipo come dovrà essere la cameretta del bambino: la scelta di colori, mobili, materiali e tutto il necessario per accogliere al meglio la nuova vita è uno degli step fondamentali dell’attesa.

 

Quando però arriva il momento di portare il bebè a casa, si iniziano ad avere i primi dubbi, magari perché nel frattempo parenti e amici hanno dato i loro consigli su dove è meglio far dormire il piccolo o riportano esperienze personali su quale sia la soluzione migliore.

 

Premesso che, come dico sempre, ogni neomamma ha un rapporto tutto speciale con la sua creatura e che la scelta su come prendersene cura è in parte soggettiva, la scelta di dove farlo dormire è comunque un punto importante che vale la pena affrontare.

 

Anche perché il sonno è uno degli elementi basilari per il benessere del piccolo, fin dalle prime settimane di vita. È in questo lasso di tempo infatti che la neomamma inizia a capire quali sono i fondamentali ritmi sonno-veglia del piccolo e ad adattarsi ad essi per l’allattamento e tutto il resto.

 

Questo meccanismo tra l’altro non è affatto semplice e passeranno mesi prima che il piccolo sviluppi dei ritmi precisi, anche se i genitori possono comunque cercare di favorirne il riposo associando magari un piccolo rituale come cullarlo cantandogli una ninna nanna.

 

Anche i pareri dei pediatri in parte sono discordanti: c’è chi consiglia di associare fin da subito il sonno del bimbo con la sua cameretta, evitando per quanto possibile di farlo addormentare in luoghi diversi o in braccio, e c’è chi invece consiglia di mantenere il contatto quanto più possibile per fare stare più sereno il bambino.

 

Ovviamente si tratta di una scelta anche qui molto personale. In ogni caso, cosa è meglio fare? Co-sleeping, culla, side-bed o navetta?

 

Favorire il riposo del piccolo

Che cos'è il co-sleeping

Partiamo dal co-sleeping, ovvero far dormire il bebè nel lettone con mamma e papà.

 

Questa è una scelta molto frequente perché ha una serie di innegabili vantaggi come ad esempio avere il bebè sempre vicino per tranquillizzarlo e controllarne il sonno e far sì che, al minimo bisogno, papà o mamma possano intervenire.

 

C’è chi però sostiene che il sonno condiviso non faccia bene al bimbo, ma in un’intervista di qualche tempo fa rilasciata all'Huffington Post, il professore James McKenna - uno dei massimi esperti e sostenitori del co-sleeping - spiegava che condividere il lettone apporta benefici psico-fisici sia alla mamma che al piccolo perché si crea una connessione profonda, ci si sincronizza a vicenda ed è più facile gestire l’allattamento.

 

Naturalmente il co-sleeping va fatto in modo sicuro e prendendo tutti gli accorgimenti affinché il bebè sia ultra protetto anche in mezzo a mamma e papà.

 

Ci sono dei falsi miti riguardo a questa pratica, come il fatto che se il bimbo si abitua a dormire nel lettone poi non sarà mai autonomo, ma a quanto pare non c’è nessun fondamento scientifico a supporto di questa tesi.

 

Ma il timore principale è che nel sonno mamma o papà possano muoversi e schiacciare il bambino o colpirlo involontariamente: a questo punto entra in campo un’altra soluzione, ovvero il l side-bed, che rientra comunque nel campo del co-sleeping perché si tratta sempre di sonno condiviso. In pratica il side-bed è  una sorta di culla/lettino che si attacca al letto prolungandone lo spazio e permettendo alla mamma di dormire accanto al bebè in tutta sicurezza.

 

La soluzione del side-bed

La sicurezza del bambino

La scelta del co-sleeping che sia lettone o side-bed, non è lesiva per l’intimità della coppia come si pensa e ha il vantaggio di non doversi alzarsi ogni volta che il bimbo piange, quindi si è molto più riposati. I side-bed offrono i vantaggi del co-sleeping lasciando però al bimbo uno spazio tutto suo e aiutano i genitori ad essere più tranquilli senza il timore di schiacciare il piccolo.

 

Per i primi mesi però sono perfette anche la navetta o la culla: il bebè ha infatti bisogno di sentirsi accudito e protetto esattamente come quando era nella pancia della mamma, quindi per ricreare la stessa sensazione di calore si può avvolgere il bebè in una copertina, ma è importante che non venga fatto dormire in un lettino troppo ampio. Meglio un ambiente più raccolto proprio come la navetta e la culla o la carrozzina, in modo che il piccolo si senta più sicuro e dorma più sereno.

 

Soprattutto la carrozzina viene spesso scelta per la sua comodità: il bebè ci si addormenta facilmente anche durante il giorno, quindi la neomamma spesso per non svegliarlo sceglie di lasciarlo lì. Naturalmente la carrozzina dovrà avere tutto il necessario come il materassino sottile e duro anti-soffocamento e nessun cuscino.

 

Per la scelta del lettino invece, gli esperti consigliano una serie di caratteristiche tecniche affinché il luogo in cui il bimbo dorme sia idoneo, al di là della temperatura della stanza che dev’essere di 20° (ecco perché c’è chi consiglia di non far dormire il piccolo con i genitori).

 

In particolare la distanza tra le sbarre deve essere tra i 6 e i 7,5 cm, la sponda non deve superare i 60 cm quando è alzata e i non deve scendere sotto i 20 cm quando è abbassata. Il paracolpi deve rispettare le stesse indicazioni di sicurezza indicate per la carrozzina: essere ben fissato per evitare che cada sul bambino e non avere parti pericolose che si possano staccare o attorcigliare al collo.

 

Dunque rispettando tutte le regole per la sicurezza del piccolo, alla fine la scelta di dove farlo dormire è davvero molto personale e dipende dalle esigenze di ognuno.

 

Sicuramente ascoltando i vostri bisogni e quelli del neonato, riuscirete a trovare la migliore soluzione possibile.