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Se il tuo bimbo non vuole mangiare

Alimentazione

  1. Argomento CapricciCrescitaFame
  2. Una delle ansie più comuni delle mamme è l’alimentazione del proprio bambino. Ecco qualche consiglio per gestire al meglio il rapporto del vostro piccolo con il cibo.

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Se il tuo bimbo non vuole mangiare

Educare il proprio bimbo a un’alimentazione corretta ed equilibrata non è certo impresa facile e a volte il cibo può diventare la causa di sfinenti braccio di ferro tra genitori e figli. Nella maggior parte dei casi il rifiuto di mangiare del piccolo viene considerato un capriccio; in realtà può semplicemente trattarsi di una normale fase di crescita. Nella fascia d’età che va dall'1 ai 3 anni, infatti, il bimbo inizia ad acquisire una certa autonomia e può affermare se stesso anche attraverso il rifiuto. Per facilitare il percorso di educazione alimentare e rendere più rilassata la vita famigliare a tavola ci sono comunque alcuni semplici comportamenti da adottare:

1 – dare il buon esempio. È importante che il bambino veda i genitori mangiare con gusto alcune pietanze, ad esempio frutta e verdura.
2 – abituare il bimbo a un rapporto con il cibo che non sia solo legato al senso del gusto. Fatelo giocare, lasciatelo annusare, manipolare e pasticciare il cibo, coinvolgetelo nelle vostre attività in cucina.
3 – proporre una certa varietà di alimenti e sapori. Stimolare la curiosità del piccolo è una buona strategia per avvicinarlo al cibo. Se si rifiuta di assaggiare un certo alimento non bisogna insistere, lo si può riproporre in un secondo momento.
4 – creare un’atmosfera piacevole a tavola. Il pasto deve rappresentare un momento piacevole della giornata, una situazione di intimità e di condivisione con tutta la famiglia.
5 – evitare distrazioni quando si è a tavola. È necessario che il bimbo sappia che durante il pasto si mangia e si chiacchiera, non si guarda la tv o si disegna o si gioca.
6 – regolare i pasti. È importante evitare pasticci fuori pasto e abituare il bimbo alla regolarità. Oltre alla prima colazione, al pranzo e alla cena, durante la giornata sono previsti due spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio.
7 – non preoccuparsi troppo se il piccolo mangia poco. I bambini in genere sono in grado di regolarsi e la quantità di cibo di cui hanno bisogno per nutrirsi spesso è minore rispetto a quanto gli adulti credano. Forzarli a mangiare tanto se non ne sentono l’esigenza può essere controproducente.







Da 1 ai 3 anni acquisisce autonomia e può affermarsi anche attraverso il rifiuto
Create sempre un’atmosfera piacevole a tavola
Fatelo giocare, annusare, manipolare, pasticciare il cibo; coinvolgetelo.
Buono a sapersi

Non c’è da preoccuparsi se il vostro bimbo salta uno o due pasti, ma se il suo rifiuto è categorico e perdura di fronte a qualunque pietanza allora rivolgetevi al vostro pediatra di fiducia per i controlli del caso.

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