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Allattamento: falsi miti e consigli pratici

Allattamento: falsi miti e consigli pratici

L'importanza del latte materno

Se c’è un gesto d’amore indispensabile tra una neomamma e il suo bebè è sicuramente quello dell’allattamento.

 

Si tratta di un momento speciale che sancisce, in un certo senso, ancor di più il legame meraviglioso che si crea naturalmente quando la creatura è ancora nel ventre materno e che viene traslato poi nella vita quotidiana.

 

Allattare è dunque uno dei gesti più naturali del mondo, eppure ogni neomamma sa che, una volta tornata a casa dall’ospedale dopo il parto, viene assalita sempre da mille dubbi riguardo al modo migliore per nutrire il proprio bambino.

 

Senza contare che intorno all’allattamento girano molti falsi miti, frutto di tradizioni ormai obsolete o luoghi comuni privi di alcun fondamento, che rischiano di portare fuori strada una neomamma facendola sentire ancora più confusa. Facciamo dunque chiarezza sfatando una volta per tutte alcuni falsi miti riguardo all’allattamento e dando alcuni consigli pratici davvero molto utili.

 

Innanzitutto il latte materno è l’alimento principale dell’alimentazione del bebè ed è importantissimo perché contiene una serie di proprietà benefiche per la salute del bambino. Da numerosi studi effettuati infatti, è emerso che il latte materno riduce il rischio di infezioni respiratorie ed urinarie, diarrea, otiti, allergie ed asma, ma anche il rischio di diabete, obesità, leucemie nell'infanzia.

 

I benefici però non sono solo per il bambino, bensì anche per la mamma: allattando infatti la donna riesce più facilmente a perdere il peso accumulato durante la gravidanza, riduce il rischio di sanguinamento post-partum e quindi la conseguente anemia e riduce il rischio di alcune forme di tumore al seno, all’endometrio e all’ovaio e di malattie cardiocircolatorie.

 

Inutile dire che fin qui la teoria è meravigliosa, ma poi in pratica, come si allatta in modo corretto?

 

Un momento speciale

Come allattare in modo corretto?

Tutto inizia dal contatto tra la pelle della mamma e quella del bebè che dev’essere fatto il prima possibile dopo il parto, in modo da abituare la creatura a sentire la sua mamma. A questo punto si dovrà scegliere la posizione migliore per nutrirlo e, qualunque essa sia, è importante che il bambino possa attaccarsi al seno in modo completo. Tra le posizioni migliori alcune mamme trovano quella semi-reclinata dove la donna e stesa sulla schiena e il bimbo adagiato di pancia per essere allattato.

 

Per allattare in modo super comodo esistono anche dei cuscini appositi in commercio, ovviamente ergonomici, perfetti per tutte le mamme che vogliono allattare in totale comodità e anche per il bebè, perché potranno poi essere utilizzati anche nelle varie fasi della sua crescita per riposare o giocare.

 

Piano piano una neomamma capisce quand’è il momento giusto per allattare il proprio bambino, ma potrebbe capitare che questo inizi a piangere proprio quando vuole essere nuovamente allattato. Ci sono però dei piccoli segnali, da imparare a riconoscere con il tempo, che indicano l’esigenza da parte del piccolo di essere nutrito nuovamente, come ad esempio far sporgere la lingua o mettersi le manine in bocca, muovere o allungare le braccia, sbadigliare o aprire gli occhi.

 

In teoria in una giornata un bebè può aver bisogno di essere allattato dalle 8 alle 12 volte o anche di più, ma non sempre lo farà solo per fame o sete: potrà capitare che si attacchi al seno per sentirsi coccolato e confortato.

 

In realtà ogni mamma ha una sua personale esperienza con l’allattamento: c’è chi allatta per parecchio tempo, chi per pochi mesi e integra il latte materno con del latte artificiale, chi ha degli orari più o meno precisi e chi allatta un po’ ovunque perché il bambino chiama. E quando ha fame non gli si può proprio dir di no.

 

Una delle paure più frequenti però è che il latte non sia sufficiente: in realtà il latte viene allattando ed è probabile che meno si allatti e meno il corpo ne produrrà.

Il contatto tra mamma e bebè

A cosa bisogna fare attenzione?

Tra i falsi miti in merito c’è quello dell’alimentazione della neomamma. Non è vero che la donna deve stare a dieta o evitare del tutto alcuni cibi: l’unico consiglio è di limitare molto l’alcol perché può avere un effetto negativo sul sistema nervoso del bambino. Meglio magari aspettare qualche ora prima di allattare se si è consumato alcol.

 

Vietato invece il fumo che fa malissimo, a prescindere dall’allattamento ovviamente. Nessuna restrizione invece per l’attività fisica, né per quella sessuale. Stessa cosa per le visite mediche: per ogni dubbio potete comunque rivolgervi al medico che potrà rassicurarvi in merito.

 

Altro falso mito: non è possibile allattare in pubblico. Cosa assolutamente non vera, anzi: il Ministero della Salute ha decretato che allattare è un diritto naturale e sacrosanto della donna che deve sentirsi libera di poter allattare dove e quando vuole. Anche a lavoro se lo desidera, e quando non è possibile farlo fisicamente, è possibile predisporre il tutto affinché il bimbo venga nutrito con il latte della mamma anche in sua assenza.

 

 

Ma per quanto bisogna allattare? In genere fino a sei mesi, ma spesso anche oltre: allattare è un gesto naturale che rafforza il rapporto madre-figlio e fornisce al bambino tutti i nutrienti di cui ha bisogno, quindi può essere portato avanti anche fino al primo anno o secondo di vita.

 

Altri falsi miti da sfatare: abbiamo spesso sentito dire dai nostri antenati che la birra  favorisce la montata lattea, cosa assolutamente infondata, o che il caffè va evitato come la peste. In realtà si può consumare caffeina cercando di non esagerare (e ricordando che questa sostanza è contenuta anche nel tè e nelle bevande a base di cola).

 

La cosa più importante in ogni caso per una neomamma è sicuramente poter allattare in serenità. Quindi fatelo a modo vostro, seguendo i consigli del pediatra o dell’ostetrica, e siate serene.